(REGFLASH) Pescara, 1 ott. – Un modello organizzativo uniforme, che pur tenendo conto delle specificità dei singoli istituti di pena, punta a realizzare un’articolazione comune dei servizi sanitari per la popolazione carceraria.
La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ha approvato la delibera sulla rete regionale per l’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari per adulti che aggiorna il precedente documento del 2014, ormai non più rispondente alle attuali necessità assistenziali della popolazione detenuta nei complessi penitenziari abruzzesi.
Il provvedimento è frutto del lavoro di un tavolo tecnico a cui hanno partecipato i direttori sanitari delle Asl, i responsabili delle unità operative di medicina penitenziaria e i coordinatori infermieristici delle stesse strutture, il rappresentante del provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, i presidenti del tribunale per i minorenni e del tribunale di sorveglianza, il dirigente del Dipartimento sanità competente per materia.
“L’aggiornamento della rete – spiega l’assessore – è finalizzato a garantire omogeneità organizzativa, continuità assistenziale, appropriatezza delle prestazioni, integrazione tra servizi sanitari aziendali e sistema penitenziario, oltre ad un’adeguata risposta ai bisogni di salute fisica e mentale della popolazione detenuta e internata. Era fondamentale rivedere l’assetto precedenti alla luce dei dati disponibili sulla popolazione detenuta, dei bisogni assistenziali rilevati, nonché degli indirizzi nazionali e regionali vigenti in materia di sanità penitenziaria”.
In Abruzzo sono presenti 8 istituti di pena per adulti (L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Chieti, Lanciano, Vasto, Pescara, Teramo) e uno per minori (L’Aquila, con annesso centro di prima accoglienza). Ogni istituto ospita diverse tipologie di detenuti (41 bis, alta sicurezza, custodia attenuata, comuni, sex offenders, semiliberi, internati, arrestati, collaboratori di giustizia e loro familiari), per una popolazione complessiva di 2362 unità, di cui 2265 uomini e 97 donne.
La delibera approvata in giunta disciplina, tra gli altri punti, la composizione del presidio sanitario penitenziario, che deve essere presente in ogni casa circondariale e che, a seconda del numero dei detenuti, deve contare da 1 a 5 dirigenti medici, da 2 a 10 medici penitenziari convenzionati, da 6 a 24 infermieri. E’ prevista anche la presenza del supporto degli psicologi, in numero da 1 a 4, con una presenza in struttura settimanale tra le 18 e le 38 ore.
Vengono definite, inoltre, le procedure di collaborazione e consulenza tra le strutture intramurarie e quelle esterne della Asl, favorendo il ricorso alla telemedicina per consulenze ad esempio radiologiche, dermatologiche, cardiologiche e per tutte quelle discipline che ne consentono l’utilizzo, così da limitare il numero delle traduzioni per le visite all’esterno che solo nel 2025 sono state quasi 4300.
All’interno dei penitenziari sono garantite, ordinariamente, oltre che le prestazioni del servizio medico di base, le prestazioni specialistiche (psichiatria, malattie infettive, cardiologia, odontoiatria), oltre a tutte quelle necessarie per la cura e la terapia dei pazienti detenuti.
Nelle situazioni di emergenza-urgenza, ferma restando la necessità di stabilizzare il paziente all’interno del carcere, si procede al trasporto nella struttura ospedaliera di riferimento (individuata secondo le norme dell’ordinamento penitenziario) che deve garantire il ricovero del detenuto o in stanze dedicate o in quelle ordinarie.
Nel frattempo sono state avviate le procedure di concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di dirigenti medici per la disciplina di medicina penitenziaria. (REGFLASH) US 261001
